
Visto che ogni tanto mi prende la vena artistica, mi sembra giusto lasciare come eterna firma alle pagine della rete questa mio modesto prodotto:
LA TEMPESTA
Di questo temporale che sfonda e spinge dentro,
esploso ora quando tutto si era spento,
non so gioire quanto avrei desiderato,
non so soffrire del suo tempo sbagliato
perché nefasto nei suoi modi e nei momenti
ma furioso nei più dolci sentimenti
prende l’anima, rischiara e scuote
e senza il tuo sapore lascia notti vuote.
Che sia io maledetto, se mai me ne pentissi
Di vivere stordito da mille e più tamburi
Che picchiano laggiù, nel cuore più profondo
E lasciano al mio giorno solo tristi eclissi
Dove le tue labbra scompaiono tra i muri
Di bui labirinti che ti nascondono al mio mondo.
esploso ora quando tutto si era spento,
non so gioire quanto avrei desiderato,
non so soffrire del suo tempo sbagliato
perché nefasto nei suoi modi e nei momenti
ma furioso nei più dolci sentimenti
prende l’anima, rischiara e scuote
e senza il tuo sapore lascia notti vuote.
Che sia io maledetto, se mai me ne pentissi
Di vivere stordito da mille e più tamburi
Che picchiano laggiù, nel cuore più profondo
E lasciano al mio giorno solo tristi eclissi
Dove le tue labbra scompaiono tra i muri
Di bui labirinti che ti nascondono al mio mondo.
1 commento:
ti ho mai detto quanto mi piace questa poesia?!
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