giovedì 27 settembre 2007

La tempesta



Visto che ogni tanto mi prende la vena artistica, mi sembra giusto lasciare come eterna firma alle pagine della rete questa mio modesto prodotto:


LA TEMPESTA


Di questo temporale che sfonda e spinge dentro,
esploso ora quando tutto si era spento,
non so gioire quanto avrei desiderato,
non so soffrire del suo tempo sbagliato

perché nefasto nei suoi modi e nei momenti
ma furioso nei più dolci sentimenti
prende l’anima, rischiara e scuote
e senza il tuo sapore lascia notti vuote.

Che sia io maledetto, se mai me ne pentissi
Di vivere stordito da mille e più tamburi
Che picchiano laggiù, nel cuore più profondo

E lasciano al mio giorno solo tristi eclissi
Dove le tue labbra scompaiono tra i muri
Di bui labirinti che ti nascondono al mio mondo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ti ho mai detto quanto mi piace questa poesia?!