
A volte mi sorprendo per cose, fatti, avvenimenti che credevo non mi avrebbero toccato. Non solo, di più. Mi sorprendo di quanto certe cose mi sorprendano, mi tocchino. Magari penso che siano normali, e razionalmente continuo a pensarlo. Però poi alla resa dei conti, di fronte allo specchio gli occhi non mentono, e così la pressione aumenta, la testa gira e mi accorgo, ancora una volta, che la mia corazza è molto più vulnerabile di quanto immaginassi.
Niente di grave, o meglio niente di cui lamentarmi o per cui prendersela. Sono solo i conti che faccio, che devo fare con me stesso. E con i pensieri che da lì si diramano, naturlamente, logica e attesa conseguenza del fluire della mente. Non so se c'entra, ma come concetto mi viene in mente lo "stream of consciousness" della letteratura inglese. Ed è un dòmino infinito di pensieri, deduzioni, conclusioni, autoanalisi e riletture, ribaltamenti e scossoni. Vada come vada, c'è solo una cosa di cui sono sicuro. Qualunque cosa mi capiti, bella o brutta che sia, me la sono andata a cercare. Se un giorno cercherò vendetta, il mio nemico sarà facile da trovare: lo vedrò in ogni specchio.
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