martedì 13 maggio 2008

Il tormento e l'estasi



Ci sono giornate che ti regalano scossoni emotivi davvero incontrollabili, tanto che a volte ti sfugge addirittura il controllo della tua stessa personalità e immaginando di guardarti dal di fuori nemmeno riesci a figurare di riconoscerti. Ti chiedi se sei davvero tu, se certe emozioni ti appartengono realmente, se sei capace di vedere te stesso nello specchio dei tuoi occhi che riflettono la luce del tramonto.
Passi dalla gioia, quella sensazione di pace e leggerezza, quella soddisfazione pura, semplice, genuina così rara da provare e per questo così appagante, e arrivi alla disperazione più nera, a quei pianti che non controlli perchè sai che non puoi controllare quello che li determina.
Ti senti vivo, cavolo. Vivissimo. E nello stesso tempo ti spaventi delle emozioni che il tuo cuore e la tua anima riescono a produrre, della potenza che hanno i tuoi sentimenti, una potenza che nemmeno immaginavi. E quando sul libro della tua vita sfogli le pagine e vedi che ogni capitolo è dedicato a te, solo a te stesso, di colpo ti stupisci che a procurarti questa alternanza di violente sensazioni sono il tormento e l'estasi che provi per altre persone, per quello che stanno provando, per quello che a loro capita, per come senti dentro di te la loro vita e te ne fai carico, per quanto le senti vicine, al punto di condividere, anzi di somatizzare i loro momenti situazionali.
Forse il mio cuore ha avuto da Dio un talento speciale. Talento che sicuramente mando in merda con fine irresponsabilità, ma pur sempre un gran talento.

giovedì 8 maggio 2008

La poesia non si impara, si ha dentro



Quando il gusto della fantasia ti prende

E l’adrenalina non va via, non scende

Non ci sono più limiti e la mente vola

Dentro a quei momenti trovo te
L’immaginazione è un fuoco che non sbaglia

E una pulsazione dentro me si sveglia

Sono cose da uomini se la mente è sola

C’è un pensiero acceso su di te
Quei lunghi attimi solo per noi che non ti dirò mai

Senza più ostacoli al mondo per attimi lunghi ore

Le luci passano via, nella luce del giorno quando muore

Per giocare con la vita Per sentirci vivi e non sprecare gli attimi
Contro il tempo che ti cambierà, restiamo

Dentro alla follia perduta noi ci siamo

Non abbiamo più limiti, quando siamo soli

Questa è la mia immagine di te
Quei lunghi attimi solo per noi e stavolta ci sei

Senza più ostacoli al mondo per attimi lunghi ore

E gli altri passano via nella luce del giorno quando muore

Per giocare con la vita Per sentirci vivi e non sprecare gli attimi
Quei lunghi attimi solo per noi e stavolta ci sei

Senza più ostacoli al mondo per attimi lunghi ore

Le luci passano via nella luce del giorno quando muore

Per giocare con la vita

Per sentirci vivi e non spiegare gli attimi

Per giocare con la vita Per sentirci vivi e non sprecare gli attimi

sabato 26 aprile 2008

Grognards et grenadiers sont fous de moi



Può essere che senza andarci, una città ti cambi la vita? O comunque intervenga a direzionarla in modo sensibile? Chissà, lo scoprirò presto, prestissimo. Anche non cambiare niente sarebbe un cambiamento, forse.

venerdì 18 aprile 2008

Il buffone della sorte


Hai presente quando il cuore ti batte a mille, per tutto il giorno, e tutto in te viaggia e funziona come un motore a 10.000 giri? E senti che il tuo corpo canta, i muscoli sono tesi e pronti, e il cervello è sveglio e reattivo? Però sai che la benzina di tutto questo è amarissima, e stai malissimo, perchè a farti sentire così è una sensazione bruttissima, è una cosa che fa male, è il dolore, il sapere che tanto non puoi fare niente?

A volte mi sento davvero il buffone della sorte...

giovedì 27 marzo 2008

A volte qualcuno ha detto certe cose talmente bene, che citare non è copiare ma riconoscerne la grandezza



Sto viaggiando a pieni giri contro sole

in un giorno che ogni cosa ha già trasfigurato

le mie ali sono ruote e il mio motore graffia e supera l'incrocio con il mio passato

Sto correndo a denti stretti verso il sole e ho distrutto la mia gabbia per portarti il cuore

Dammi forza di non perdere la strada che finirà io lo so, dentro i tuoi capelli, dea nera

non resisto più, dea nera non resisto più ,

e prendo le ali e volo con te, non ho paura di credere

soli e rinchiusi dentro di se, uomini stanchi di crescere

Sto bussando, sto bussando, apri sole in un giorno che l'inverno ha già trasfigurato

buio e luce freddo e caldo ho attraversato ma

io da qui dormirò dentro i tuoi capelli dea nera, non resisto più

Dammi un segnale, e volo da te.

Non ho paura di credere, soli e annoiati dentro di se, uomini stanchi di crescere

dea nera, dea nera, ja ja ..

Prendi le ali e vola via con me, non avere paura di credere

io con le mie ali volerò con te, non avrò paura di crescere

A denti stretti, A denti stretti, A denti stretti..

lunedì 17 marzo 2008

Will forever



Io sarò Will per sempre...

venerdì 14 marzo 2008

Stanchezza cerebrale



Quando la vita ti mette di fronte a situazioni difficili ( o ti ci metti tu stesso ) il cervello lavora, elabora tutto il giorno come un matto. Arrivi a sera che sei distrutto. E magari non hai fatto niente. Se sei abituato a muoverti, a usare il fisico, come sono sempre stato abituato, in queste giornate ti chiedi come è possibile essere così stanco. Eppure lo sei: il cervello si spegne, chiede tragua, non ti esce più niente, non hai più opinioni, non prendi posizioni, non pensi, non scrivi. Quello che ti circonda ti assorbe ogni energia mentale e ti accorgi che poco alla volta ti stacchi dal mondo di tutti e ti chiudi nel tuo, perchè il tuo mondo richiede un impegno che non ti consente di guardare anche al di fuori. Ameba. Oggi mi sento così.