martedì 13 maggio 2008

Il tormento e l'estasi



Ci sono giornate che ti regalano scossoni emotivi davvero incontrollabili, tanto che a volte ti sfugge addirittura il controllo della tua stessa personalità e immaginando di guardarti dal di fuori nemmeno riesci a figurare di riconoscerti. Ti chiedi se sei davvero tu, se certe emozioni ti appartengono realmente, se sei capace di vedere te stesso nello specchio dei tuoi occhi che riflettono la luce del tramonto.
Passi dalla gioia, quella sensazione di pace e leggerezza, quella soddisfazione pura, semplice, genuina così rara da provare e per questo così appagante, e arrivi alla disperazione più nera, a quei pianti che non controlli perchè sai che non puoi controllare quello che li determina.
Ti senti vivo, cavolo. Vivissimo. E nello stesso tempo ti spaventi delle emozioni che il tuo cuore e la tua anima riescono a produrre, della potenza che hanno i tuoi sentimenti, una potenza che nemmeno immaginavi. E quando sul libro della tua vita sfogli le pagine e vedi che ogni capitolo è dedicato a te, solo a te stesso, di colpo ti stupisci che a procurarti questa alternanza di violente sensazioni sono il tormento e l'estasi che provi per altre persone, per quello che stanno provando, per quello che a loro capita, per come senti dentro di te la loro vita e te ne fai carico, per quanto le senti vicine, al punto di condividere, anzi di somatizzare i loro momenti situazionali.
Forse il mio cuore ha avuto da Dio un talento speciale. Talento che sicuramente mando in merda con fine irresponsabilità, ma pur sempre un gran talento.

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