mercoledì 6 aprile 2011

In Prima Divisione!



Ebbene sì, ce l'abbiamo fatta!
Non ci sono molte parole da dire: l'abbiamo voluto fortemente, ci siamo impegnati per riuscirci, ce lo siamo meritato, e alla fine, ci siamo riusciti. Secondo i tempi, secondo i programmi, in due anni siamo arrivati dove dobbiamo stare. Grazie a tutte per la soddisfazione. Non c'è un termine più adatto di "soddisfazione". Guardarti indietro, vedere che il tuo lavoro paga, dà i suoi frutti, vedere che tutti sono felici, è davvero questo il senso della soddisfazione. Sulle nuvole: è così che ci si sente, che si viaggia in quel delirio di onnipotenza che solo la Dea Vittoria sa infondere, cullandoti protetto dalle sue forti braccia. In quei momenti sei indistruttibile, immortale, permeato di quell'energia che ti fa sentire sul piedistallo insieme ai grandi vincitori. Ti senti autore di un'impresa storica. In parole povere, non capisci più niente. Ma è così bello accorgersene...

mercoledì 2 febbraio 2011

Once upon a time....





Davide Rigoni
Presenze in campionato: 176
Presenze in Seconda Divisione:26 (da titolare: 26 / da capitano: 16)
Presenze in Prima Divisione: 140 (da titolare:102 / da capitano: 19)
Presenze in Serie D: 10 (da titolare: 3)

Punti in Prima divisione: 1.299 (punti+cambi palla)
Punti in Serie D: 27
Record punti in una gara: 26 (6/12/2001)

mercoledì 12 gennaio 2011

Giro giro tondo...



A volte capita di parlare con gli amici di viaggi, di vacanze: una cosa che ho sempre detto quando si parla dei posti che si vorrebbero visitare è che io vorrei vedere qualsiasi posto che finora non ho mai visto. Mi incuriosisce tutto, mi attrae, anche solo per andare e poi magari dire "non mi piace". Ma vorrei vedere tutto. Peccato che non si possa: allora stavo pensando a quei posti che veramente vorrei vedere più di tutti gli altri, ho fatto un po' mente locale, ho segnato le mie priorità (o i miei sogni, in alcuni casi)...
Mi sono usciti questi posti, tra quelli che non ho mai visto (in accurato ordine sparso):
Congo, Kenya e Tanzania (nell'entroterra)
Siberia
Praga
Budapest
Polinesia
Madagascar
Egitto
San Paolo
Scozia e tutta l'Inghilterra, Cornovaglia soprattutto
Islanda
Kyoto
Pechino
Mongolia
Barbados
Marrakech
Lima e le rovine Maya
Buenos aires
Bruxelles
Il nord della Francia (Britannia e Normandia)
Sarajevo e la Bosnia
Bucarest
Varsavia e Cracovia
Berlino
L'Italia tutta, ma in particolare Puglia e Umbria.

Poi vorrei tornare:
Cagliari e Sardegna
Roma
Maldive
Tokyo
Paesi baltici

mercoledì 5 gennaio 2011

La fiera dei cattivi pensieri



L'altra sera guardando un film ho riflettuto un po' sull'atteggiamento di molte persone verso la società, verso l'attualità, verso il mondo. E ho scoperto che vivo in un mondo di persone che mi piace sempre meno. Intorno a me vedo gente che pensa solo ai propri interessi, ma in modo malsano. E' normale pensare a se stessi, ma non è sano farlo con la predisposizione a calpestare chiunque pur di tutelare se stessi, e ancora meno sano e corretto è fregarsene di tutto quello che succede intorno se non viene a toccarci personalmente, o preoccuparsi solo di quello che ci viene a infastidire in prima persona. Il senso civico è inesistente, quello sociale...lasciamo perdere. Non vedo più nessuno disposto a lottare per una causa che ritiene giusta se non può averne un tornaconto personale, non vedo più nessuno disposto a sostenere altre persone solo perchè è giusto, per il bene comune.
Io vorrei vivere diversamente. Non so se ci riuscirò, ma il mio obiettivo è quello.
Oltre a tutto questo, vedo un sacco di odio intorno: vedo gente frustrata incapace di trovare soluzioni pacifiche ai problemi, o incapace di analizzare le proprie responsabilità, e in grado solo di odiare come se la colpa di tutto fosse di altri. Ma l'odio migliora la vita? Odiare tanto fa stare meglio? Io non credo.
Un Signore molto molto famoso, duemila anni fa disse (più o meno): "Ama chi ti odia. Amare chi ti ama è molto facile, e non ti dà nessun merito. Amare chi ti odia ti rende una persona degna". Anche in questo credo, e anche a questo tendo. Non voglio fare l'ipocrita: probabilmente sono io stesso colpevole di molte delle cose che non mi piacciono e che ho appena scritto. Ma vorrei riuscire veramente ad amare chi mi sta intorno indistantamente, a capire ogni posizione, a tollerare, e non solo a colpevolizzare o a chiudermi in un piccolissimo mondo mentale. Quello per me significherebbe essere una persona migliore. Sono un po' stufo di essere circondato da persone capaci solo di sputare merde su tutto quello che li circonda, e che non sono in grado di rendersi conto di essere persone piccole piccole. Con questi sì, sono intollerante. Giudicare senza capire, senza immedesimarsi è il peccato morale di oggi.

martedì 21 dicembre 2010

Meritocrazia verso la F.1



Oggi si torna a parlare di piloti con la valigia, e di conseguenza torna alla
ribalta il problema della meritocrazia per arrivare in Formula 1, ovvero si
vedono alcuni grandi talenti senza budget che escono dal giro e buoni piloti
con supporti alle spalle che possono pagarsi una stagione in Formula 1.
Emblematico il caso Maldonado/Hulkenberg, così come in casa nostra penso che
vada rimarcato il fatto che Giorgio Pantano sia l'unico campione GP2 a non
essere arrivato in Formula 1 dopo il titolo, o che Davide Rigon, che vince
ovunque e con qualunque mezzo, sia sempre solo ai margini del giro che conta.
Allora mi è venuta un'idea, una proposta: un team di Formula 1, totalmente
indipendente, gestito da una struttura professionale e storica (penso a nomi
come Durango, Dams, ecc...) che potrebbe costruirsi il telaio in proprio o
acquistarlo da un altro team, e montare il motore Cosworth. Questo team, pur
indipendente e libero nel crescere e competere, avrebbe due particolarità:
essere posseduto al 100% dalla FIA o dalla FOM che provvederebbe a finanziarlo
(penso ne abbiano le possibilità) senza ingerenze, senza dirigerlo, ma con
un'unica imposizione che sarebbe quella dei piloti. Ogni anno salirebbero in
macchina il campione della GP2 e quello della World Series (per fare un
esempio...) che avrebbero così a disposizione una stagione intera per mettersi
in mostra in Formula 1 e lanciare la loro carriera. Nel caso in cui questi
piloti riuscissero ad essere ingaggiati da un altro team senza passare per il
team FIA, subentrerebbero i campioni di altre categoria, secondo una
graduatoria certa da stilare.
A me sembra fattibile e potrebbe essere una grande chance per molti piloti.

mercoledì 15 dicembre 2010

Il plagio da console



Durante una gita al "Media world" ho notato tutti i nuovi strumenti (sostitutivi del joypad) utilizzabili per i nuovi realistici giochi da console.
Penso a Playstation move, fucili per i giochi di caccia, canne per i giochi di pesca, skateboard per i giochi da strada e così via. E mi sono accorto che la tecnologia ci sta trasformando in zombie da loculo, in cui il loculo è il nostro appartamento.
Apprezzo l'esercizio di stile: riuscire a realizzare giochi del genere, fruibili con suddetti strumenti, è un'impresa degna di nota e che lascia a bocca aperta chi, come me, ha un'età tale da aver permesso un'infanzia in cui i computer nelle case non esistevano.
Detto questo, è agghiacciante come questi strumenti cambino fino all'assurdo (o almeno tentino di farlo) la nostra mentalità.
Trovo assurdo mettersi davanti alla televisione e fare le mosse e i movimenti per giocare a beach volley, o a tennis, o per ballare... Addirittura qualcuno dice "così mi tengo in forma".
Ti vuoi tenere in forma? Spegni la Playstation, esci di casa e vai DAVVERO a giocare a beach volley, a tennis o a ballare! Vai a vedere il mondo e fare queste cose sul serio! E lo dico da gradissimo utilizzatore di Playstation...
Adesso ci sono addirittura i giochi da tavolo, tipo Monopoli, su console. Ma perchè? Perchè???? Se voglio giocare a Monopoli, ci gioco su un tavolo, con delle carte vere, dei veri soldi falsi, guardando in faccia le persone che giocano con me.
Non so se mi sono spiegato molto bene, ma penso sia un circolo vizioso che coinvolge una serie di rapporti sociali complessi. Questo è solo uno dei tanti fattori che ci portano a isolarci, a chiuderci in casa, a socializzare sempre meno, a ridere e scherzare via chat con uno di Melbourne e poi magari non sapere niente del vicino di pianerottolo. Stiamo diventando sociopatici e il bello è che ci fanno credere che sia una conquista, quando invece la vera conquista è l'aggregazione, il mescolamento delle persone. Ringrazio di amare lo sport di squadra PRATICATO e ringrazio i miei genitori che mi hanno spinto a farlo fin da quando avevo 6 anni. E rimpiango mestamente i tempi in cui nel tempo libero si faceva una briscola intorno a un tavolo fumoso e intorno altre persone con un Montenegro in mano a ridere e commentare.

venerdì 26 novembre 2010

26 novembre



26 novembre....26 novembre...sai quei giorni che pensi "questa data mi ricorda qualcosa!". Però non riesco a farmi venire in mente cosa...
Oggi avrebbe dovuto nevicare, invece la neve ha bidonato, come il Cece ai tempi d'oro. Non che mi dispiaccia in realtà, mi manca già tanto l'estate, mi mancano le magliette e le infradito, questi sono solo i primissimi giorni di vero freddo, ma non li godo già più. Fino all'anno nuovo passan via bene, c'è l'atmosfera delle feste che è sempre bella, qualche giorno di ferie, scivolano in fretta. Poi da Gennaio son cazzi, e speriamo che l'inverno non sia lungo e freddo, che Marzo arrivi in fretta e porti con sè quei giorni di violette e tepore che ti fan male le guance da tanto che sorridi.
Adesso invece guardo fuori e vedo i colori della città, del cielo, della gente...peccato che siano tutte varie tonalità di grigio!
Dai dai cazzo!!! Resistere! Anche perchè quando arriva la primavera sono 34...sticazzi!