
Picchia...batti il passo sul vecchio ponte felice di scricchiolare, dove hai impagliato le ore aspettando le stagioni e il loro mosaico lento.
Batti e attendi, attendi e batti, come fa il fabbro, come fanno le onde, la prima, la seconda e la terza, attendi che ti sboccino le ali con un miracolo terrestre e poi sbatti anche loro nel vento imitando il volo di Retha Mazur e infine impara il sogno capovolto del pipistrello.
Picchia la clessidra sul tavolo, ribaltandola quando ha finito e conta i granelli uno ad uno, anche se l'occhio non vuole, anche se il tempo non ti lascia, anche se la sabbia se ne frega. Picchia e scava, batti e innalza, cerca, trova e spendi, per poi ricominciare il viaggio, per riascoltare il cuore, ricordagli che lui è la roccia, ma anche la mazza che la colpisce.
E quando te la senti, affacciati dal ponte e guarda quel che vedi. La gente dice che piove quando piove, che c'è il sole quando lo vede, la gente a volte dice per non dire, la gente a volte tace per poter rubare quello che pensi mentre parli del tempo.
Ma tu riparti sul ponte e batti il passo, un sorriso alla pioggia e uno al sole, prega come sai e ricorda ciò che vuoi...e con la scarpa, con il martello, con il cuore...picchia!
4 commenti:
Leggo e rileggo le tue riflessioni e vedo una persona emotiva, sensibile con un grande tormento interiore.Poi (con un po' di cinismo) penso: ma veramente chi sei e soprattutto cosa vuoi?
Smettila con tutte queste espressioni di malinconia e agisci, nella vita OCCORRONO SOLO I FATTI!
...posso?....ecco...magari fatti un pochino più ragionati rispetto ai tuoi ultimi....
Per via che ci sono tante "cose" con cui..."ragionare"!!(oggi sono in forma!)
chissà perchè sono venuta fuori anonimo al mio ultimo commento...ero io!
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