
C'è un posticino, sperduto tra le frastagliate coste liguri, di cui sono perdutamente innamorato. E' un piccolissimo borgo, vivo e operoso, costruito sulla ripida montagna ligure che scende nel mare, tra stretti e bui viottoli lastricati e tipiche casette da pescatori. Non si enra neppure con la macchina, va lasciata in alto, all'inizio del paese, e poi si scende a piedi passando dalla piazzetta.
Il piccolo porticciolo non è altro che una gettata di cemento liscia che si infila nell'acqua, raccolto tra le case che fanno da gradinata. Però è un incanto, è un senso di disagio e di forza che ti prende quando guardi quel mare che sembra calmo solo per rispettare il silenzio fuori dal tempo del borgo, ma pronto a esplodere la sua potenza pochi passi più in là. Ci perderei le ore, seduto lì con lo sguardo perso nell'azzurro, sotto la pioggia, in quello che può diventare un paesaggio talmente triste da regalarti una pace che non osavi neppure sognare. Chi gioisce dei propri tormenti interiori perchè in esse trova le radici della propria forza sa cosa intendo. E meglio di me lo sapevano quei poeti dell'800 che qui si stabilivano perchè solo qui riuscivano a dare una nuova scintilla alla loro vena.
Se non cercate il frastuono, il movimento, il clamore, l'eccesso o il modernismo, ve lo consiglio. Un'oretta basta e avanza. Il vostro animo vi ringrazierà.
1 commento:
Finalmente un bel post che parla di un bel post!
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