martedì 5 giugno 2007

Dove sono i papà di una volta?



Ieri ho visto un'intervista al papà del minorenne che è in carcere per la morte allo stadio di Catania del poliziotto Filippo Raciti, e che è stato scaricato dall'accusa di omicidio: resta in carcere per resistenza a pubblico ufficiale.

In questo momento non mi interessa più di tanto la vicenda in sè, anche se a titolo personale io ritengo che il fatto che lui sia o meno l'omicida materiale sia del tutto incidentale. Il risultato finale non cambia il suo gesto: forse questa volta non l'ha ucciso lui, ma è un caso. Ha aggredito un poliziotto in un modo che poteva essere letale: che sia lui ad averlo materialmente ucciso o meno, per me resta un potenziale assassino, un criminale che ha trasformato una partita di calcio in una guerra. Come tutti i suoi compari, del resto.

La questione è un'altra: il padre chiedeva giustizia e verità. Sacrosanto, come sacrosanto è l'amore di un padre che fino all'ultimo spera a qualunque condizione che il figlio prima di tutto esca di galera e poi, magari, che sia anche innocente. Non mi sento di condannarlo per questo.

Però sono rimasto gelato nel vedere la rabbia, il livore di questo papà che rivendicava giustizia per il figlio come se questo fosse una povera vittima incolpevole, un bravo e pacifico ragazzo finito chissà come sul banco degli imputati, neanche si trattasse di uno scambio di persona.

E non è la prima volta che vedo comportamenti del genere da parte di genitori che si trovano i figli in queste condizioni.

Ma porca puttana, dico io, una volta che sia una riuscirò a sentire un papà che, pur sperando di vedere il figlio a casa e fuori di galera, se ne esca con un: "Mio figlio è un delinquente, sono schifato dasuo comportamento, non credevo che fosse capace di cose del genere", ecc....????

Mai?

Mai un padre che si incazzi con il figlio, che pubblicamente gli urli "Che cazzo hai fatto deficiente?" Questa sarebbe stata una reazione accettabile: la speranza,ma anche la rabbia, lo sconforto. Non la difesa a priori, lo scagliarsi contro tutto e tutti per vittimizzarsi ad ogni costo.

Fossi io quel ragazzo, spererei di rimanere in galera, perchè trovarmi di fronte mio padre il giorno che torno a casa, sarebbe una pena molto peggiore.

A volte, generalizzando ed esagerando, si colpevolizzano i genitori per gli errori dei figli.

Non dico che sia così, che sia per forza colpa dei genitori. Però almeno il pensiero che questi non abbiano nemmeno fatto nulla per evitare che il figlio diventasse un delinquente...sì, ogni tanto mi sfiora.

Nessun commento: